Giovedì, 30 Gennaio 2020 08:11

Credito imposta acquisto beni nuovi: riferimenti normativi da indicare in fattura

L'introduzione del nuovo credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi prevede l’obbligo di riportare sui documenti di acquisto un espresso riferimento alla norma agevolativa.

L’art. 1, commi da 184 a 197, della legge n. 160/2019 (legge di bilancio 2020) disciplina il nuovo credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate sul territorio dello Stato.
Di fatto, la legge di bilancio ha modificato le precedenti deduzioni dal reddito rappresentate dal super ammortamento, dall’iper ammortamento per i beni materiali e dall’iper ammortamento per i beni immateriali in un credito d’imposta, variamente quantificato, prevedendo anche una conseguente nuova disciplina di utilizzo dell’agevolazione.
Peraltro, la trasformazione da deduzione dal reddito in credito d’imposta è avvenuta nel corso del procedimento di approvazione dello schema di legge di bilancio del 2020, il quale, al contrario, conteneva ancora il mantenimento del super e dell’iper ammortamento; tale circostanza, non consente di individuare le motivazioni del Legislatore che ha inteso introdurre la nuova disciplina, così come non consente, al momento, di individuare un quadro chiaro e corretto di funzionamento della stessa.
In particolare, tra le disposizioni ancora poco chiare, sicuramente v’è quella contenuta nel comma 195 che prevede quanto segue:
“Ai fini dei successivi controlli, i soggetti che si avvalgono del credito d’imposta sono tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili. A tal fine, le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni del presente articolo.”
La finalità della norma sembra essere quella di consentire un più efficace controllo sul rispetto del limite massimo di cumulo previsto dal comma 192 e lascia intravedere (effettivo sostenimento) anche un possibile controllo sulle modalità di pagamento degli investimenti agevolati realizzati.
In ogni caso, se questa, dunque, è la disposizione, la sua concreta applicazione però deve fare i conti con:
• la mancata indicazione di un termine entro il quale apporre la dicitura;
• l’obbligo della fatturazione elettronica e dell’eventuale conservazione elettronica;
• con il fatto che, teoricamente, il documento originale è sempre rappresentato dalla fattura elettronica e, pertanto, una fattura di acquisto di un bene agevolato potrebbe non essere mai stampata in formato cartaceo.
Circa l’indicazione da apporre, si ritiene che possa essere sufficiente un generico riferimento al comma che prevede l’obbligo della stessa.
Pertanto, ciascun documento relativo ai beni agevolabili potrebbe contenere una dicitura del tipo: “Bene agevolabile ai sensi dell’art. 1, comma 185, della legge n. 160/2019”.
In questo caso, il riferimento al comma 185 comprende in sé il riferimento sia al caso del credito d’imposta del 6% per l’ex super ammortamento, sia quello del 40% per l’ex iper ammortamento relativo ai beni materiali, sia infine quello del 15% per l’ex iper ammortamento sui beni immateriali.
Al riguardo, però, poiché la norma tratta delle “disposizioni”, per evitare ogni possibile equivoco potrebbe risultare più idonea una dicitura come la seguente: “Bene agevolabile ai sensi dell’art. 1, commi da 184 a 197, della legge n. 160/2019”.
In tal modo, il riferimento a tutti i commi di cui si compone la nuova disciplina sicuramente appare più coerente con la finalità della norma.
I documenti sui quali apporre la specifica indicazione non sono rappresentati solo dalle fatture di acquisto, ma anche da altri eventuali documenti posti a base dell’agevolazione, posto che l’acquisizione può avvenire non solo con acquisto diretto presso il fornitore, nel quale il documento che attesta l’acquisizione è sicuramente la fattura, ma anche attraverso contratti di leasing, costruzione in economia, ecc.
In caso di acquisizione mediante contratto di leasing, il dubbio è se l’indicazione debba essere apposta sul contratto di leasing o sulle singole fatture relative ai canoni periodici oltre che sulla fattura relativo al riscatto finale.
In mancanza di chiarimenti, appare opportuno apporre l’indicazione su ogni documento rilevante ai fini dell’applicazione dell’agevolazione e, quindi, su tutti i documenti in questione.
Il citato comma 185 prevede la revoca del beneficio per i soggetti che, in sede di controllo, si sottraggono all’obbligo di conservazione dei documenti idonei a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili, aggiungendo che, ai fini dei controlli, “le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni del presente articolo.”
Tale previsione potrebbe essere interpretata, alternativamente, che la revoca del beneficio consegue a:
• mancata conservazione dei documenti (e non anche mancata indicazione delle dell’espresso riferimento), ovvero
• anche alla mancata indicazione dell’espresso riferimento in presenza di documentazione esibita in sede di controllo.
Al riguardo, viste talune precedenti interpretazioni del MISE, si ritiene che anche la sola mancata indicazione sulle fatture e sugli altri documenti di acquisizione comporti la revoca del beneficio.
Dal che ne consegue l’assoluta urgenza di nuovi chiarimenti che definisca meglio il quadro sanzionatorio, tenendo anche presente che, trattandosi di un adempimento imposto da una disposizione entrata in vigore il 1° gennaio 2020, al caso in questione dovrebbe applicarsi lo Statuto dei diritti del contribuente che vieta di prevedere nuovi adempimenti entro i sessanta giorni dall’entrata di un nuovo provvedimento.
Sotto il profilo operativo, l’applicabilità del citato Statuto dovrebbe indurre le Amministrazioni (MISE e MEF) a prevedere la possibilità di “sanare” i documenti relativi alle acquisizioni effettuate nei mesi di gennaio e febbraio 2020.

 

da Il Commercialista Telematico