Venerdì, 30 Ottobre 2015 08:46

Deducibilità spese di rappresentanza

Il D.Lgs. n. 147/2015, con effetto a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 7 ottobre 2015, ha modificato il regime di deducibilità delle spese di rappresentanza.

L’art. 30, D.Lgs. 175/2014 ha elevato da euro 25,82 ad euro 50 – con riferimento alle operazioni effettuate dal 13.12.2014, ai sensi dell’art. 6, D.P.R. 633/1972 (C.M. 31/E/2014, par. 21) – il limite previsto dal Decreto Iva, ai fini dell’individuazione dell’Iva sulle spese di rappresentanza (art. 19-bis, co. 1, lett. h), D.P.R. 633/1972). In virtù di tale modifica, il tributo riguardante le spese di rappresentanza – così come qualificabili ai fini delle imposte sui redditi (D.M. 19.11.2008) – è oggettivamente indetraibile, salvo che si tratti di acquisti di costo unitario non superiore ad euro 50 (e non più euro 25,82).

Questa modifica normativa ha, pertanto, determinato l’adeguamento del limite previsto ai fini della deducibilità dal reddito d’impresa delle spese di rappresentanza (art. 108, co. 2, D.P.R. 917/1986), i cui coefficienti di rilevanza fiscale, applicabili per scaglioni, sono stati recentemente incrementati dal D.Lgs. n. 147/2015, con effetto a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 7 ottobre 2015 (dal 1° gennaio 2016, nel caso dei contribuenti aventi l'esercizio coincidente con l'anno solare): dall’1,3% all’1,5% nel caso di volume dei ricavi dell’attività caratteristica – voci A)1) e A)5) del conto economico e, nel caso delle holding industriali, voci C)15) e C)16) – sino a 10 milioni di euro; dallo 0,5% allo 0,6% per importi superiori, sino a 50 milioni di euro; dallo 0,1% allo 0,4% per un ammontare di ricavi caratteristici superiore ad euro 50 milioni. Rimane, invece, fermo il limite del costo unitario di euro 50 per la deduzione integrale delle spese relative ai beni distribuiti gratuitamente.

Le due discipline sono, inoltre, accomunate dai medesimi criteri di individuazione di questi costi, stabiliti dal D.M. 19.11.2008. In particolare, l’art. 1, co. 1, secondo periodo, di tale Decreto definisce come spese di rappresentanza quelle sostenute per viaggi turistici durante i quali siano programmate e, in concreto, svolte significative attività promozionali dei beni o dei servizi la cui produzione o il cui scambio costituisce oggetto dell'attività caratteristica dell'impresa. Lo stesso dicasi per i costi relativi a feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione di ricorrenze aziendali o di festività nazionali o religiose, inaugurazioni di nuovi uffici, sedi o stabilimenti dell’impresa, oppure mostre, fiere ed eventi simili in cui sono esposti i beni e servizi prodotti dal’azienda. È, inoltre, qualificabile come spesa di rappresentanza ogni altro onere per beni e servizi distribuiti o erogati gratuitamente, ivi inclusi i contributi erogati gratuitamente per convegni, seminari e manifestazioni simili il cui sostenimento risponda a criteri di inerenza. A questo proposito, la Circolare Assonime 14/2015, par. 2, nota 13, ha ricordato la posizione assunta in passato dal Ministero delle Finanze, secondo cui, agli effetti dell’Iva, costituiscono, in ogni caso, spese di rappresentanza gli acquisti di beni la cui produzione o il cui commercio non rientrano nell’attività propria dell’impresa, destinati ad essere ceduti gratuitamente (C.M. 188/E/1998).

Si ricorda altresì che, sempre in base al predetto D.M. 19.11.2008, non costituiscono, invece, spese di rappresentanza, i costi alberghieri e di ristorazione sostenuti per ospitare clienti, anche potenziali, in occasione di mostre, fiere, esposizioni ed eventi simili in cui sono esposti i beni e i servizi prodotti dall'impresa, visite a sedi o unità produttive dell'impresa. Non costituiscono, inoltre, spese di rappresentanza i costi di alberghieri e di ristorazione sostenuti direttamente dall'imprenditore individuale, in occasione di trasferte effettuate per la partecipazione a mostre, fiere, ed eventi simili in cui sono esposti beni e servizi prodotti dall'impresa o attinenti all'attività caratteristica della stessa. Le spese di vitto ed alloggio sostenute, per finalità diverse dalla promozione e dalle pubbliche relazioni, a favore di soggetti diversi da clienti effettivi o potenziali (fornitori, agenti, rappresentanti, ecc.), non sono da ricomprendere nel novero delle spese di rappresentanza (Norma di comportamento AIDC 177/2010).