Giovedì, 08 Giugno 2017 06:06

Delibera annullabile se mancano i voti e i nomi dei soci

È annullabile la delibera dell’assemblea di una società di capitali se il verbale della seduta non indica i nomi dei soci presenti e le loro espressioni di voto.

È quanto emerge da una sentenza del Tribunale di Roma, Sezione specializzata in materia di imprese (presidente Mannino, relatore Romano), del 31 marzo.

Al giudice capitolino si è rivolto il socio di una Srl per ottenere la pronuncia di nullità (o l’annullamento) della delibera con cui l’assemblea, accettate le dimissione dell’amministratore unico, aveva nominato il nuovo rappresentante legale della società. L’attore ha dedotto, innanzitutto, di non esser stato convocato alla seduta; ha quindi eccepito che il verbale non indicava i soci presenti, le quote rappresentate e i nomi di chi aveva votato a favore della delibera. Peraltro esisteva conflitto di interessi tra l’amministratore nominato e la società convenuta.

Nel corso del giudizio, il Tribunale sospendeva l’efficacia della delibera impugnata; quindi, decidendo il merito della questione, ha accolto la domanda del socio. Secondo i giudici, per pronunciare l’invalidità richiesta dall’attore è sufficiente soffermarsi sulle «modalità di redazione del verbale assembleare». Infatti, l’articolo 2375 del Codice civile dispone che le deliberazioni dell’assemblea devono risultare da verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario (o dal notaio). Il verbale deve indicare la data dell’assemblea e, anche in allegato, l’identità dei partecipanti e il capitale rappresentato da ciascuno; deve inoltre specificare le modalità e il risultato delle votazioni e deve consentire, anche per allegato, l’identificazione dei soci favorevoli, astenuti o dissenzienti. Infine, nel verbale devono essere riassunte, su richiesta dei soci, le dichiarazioni che riguardano le questioni all’ordine del giorno.

Sul punto, il tribunale osserva che, con la sentenza 603/2017, la Cassazione ha affermato che l’articolo 2375, nel far riferimento a un «allegato», non solo richiede un documento scritto, ma esige che tale atto sia parte integrante del verbale. Il che si verifica solo se «il foglio di presenze sia espressamente richiamato nel predetto verbale, o quantomeno materialmente» unito allo stesso.

Nel caso in esame, il verbale si limitava a dare atto che il presidente, verificata la presenza «di un numero di soci non inferiore a quanto previsto dallo statuto sociale ai fini della validità dell’assemblea», dichiarava la seduta «validamente costituita e idonea a discutere e deliberare sugli argomenti posti all’ordine del giorno». Quanto al contenuto delle decisioni adottate dai soci, lo stesso verbale si limitava a registrare che l’assemblea, dopo breve dibattito, nominava il nuovo amministratore, a cui conferiva i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione.

E dunque, «per come materialmente redatto», il verbale non consente di conoscere i nominativi dei soci presenti alla seduta né «il voto da ciascuno di essi espresso in merito al punto all’ordine del giorno». Il che, in conclusione, impone l’annullamento della delibera impugnata.

da Il Sole 24 Ore