Mercoledì, 19 Luglio 2017 09:04

Il possesso di auto storiche rileva ai fini del redditometro

Con sentenza n. 15899, la Cassazione ha rilevato che il possesso di auto storiche rileva ai fini del redditometro in quanto si tratta di una reale manifestazione di capacità contributiva.

L’Agenzia delle Entrate notificava un avviso di accertamento nei confronti di un contribuente, rilevando che i redditi dichiarati erano incongrui rispetto a quelli accertati sulla base della proprietà e del possesso di beni indice di capacità contributiva (immobili, auto, moto e auto storiche).
Il contribuente impugnava l’atto impositivo, ed il ricorso veniva parzialmente accolto dalla CTR; in particolare, secondo il giudice di appello, premesso che l’importo di maggior rilievo era costituito dalle auto, e che la vertenza era incentrata sull’importanza da attribuire a tali beni, rilevava che le auto storiche possedute dal contribuente, non avendo un’utilizzazione quale beni produttivi di reddito ma, unicamente valore affettivo, ed essendo soggette a limitazioni tali da garantirne l’uso sporadico, non potevano essere considerate beni evidenzianti una reale manifestazione di capacità contributiva.
L’Agenzia delle Entrate ricorreva quindi in Cassazione, dolendosi del fatto che la CTR aveva ritenuto di dare ai sopra citati beni un diverso valore rispetto a quello presuntivo che il legislatore aveva connesso alla loro disponibilità.
La Corte di Cassazione preliminarmente osserva che la determinazione del reddito effettuata con il metodo sintetico dispensa l’amministrazione da qualunque ulteriore prova riguardo all’esistenza dei fattori-indice della capacità contributiva,  gravando sul contribuente l’onere di dimostrare che il reddito presunto non esiste, o esiste in misura inferiore; il giudice tributario, una volta accertata l’esistenza degli specifici elementi indicatori di capacità contributiva, non ha il potere di togliere a tali elementi la capacità presuntiva contributiva che il legislatore ha connesso alla loro disponibilità, ma può soltanto valutare la prova che il contribuente offra in ordine alla provenienza non reddituale delle somme necessarie per mantenere il possesso di tali beni.
Nel caso di specie, il riferimento al possesso di autovetture deve intendersi esteso anche alle auto storiche, non rinvenendosi alcuna precisazione o restrizione al riguardo, e rappresentando tale circostanza un idoneo indice di capacità contributiva; va infatti tenuto conto del fatto che tali vetture formano oggetto di ricerca e collezionismo fra gli appassionati, che per tali beni esiste un particolare mercato e che la manutenzione di veicoli ormai da tempo posti fuori produzione comporta rilevanti costi, in ragione della necessità di riparazione e sostituzione dei componenti soggetti ad usura.