Mercoledì, 18 Dicembre 2019 11:30

L’agenzia delle Entrate ha confermato che la trasmissione oltre il termine è violazione formale

L’agenzia delle Entrate nella risposta n. 528 del 16/12/2019 chiarisce che la fatturazione con ritardo inoffensivo è violazione formale: al contribuente che trasmette la fattura oltre il termine di legge, ma comunque contabilizza la relativa Iva nel periodo in cui è divenuta esigibile, si applica la sanzione da 250 a 2.000 euro per ciascuna operazione tardivamente documentata.

L’Agenzia ritorna sulla questione della data e della natura immediata o differita della fattura, precisando che ricorre la prima fattispecie, e non la seconda, nel caso di fatturazione riepilogativa mensile di più prestazioni per le quali non si è però verificato il momento impositivo, ossia il pagamento del corrispettivo. Il caso riguarda un’impresa di servizi logistici che, in relazione alle prestazioni eseguite, ad esempio, nel corso del mese di ottobre, pagabili a 30 giorni fi ne mese data fattura, emette la fattura datata 31/10 e la trasmette al sistema di interscambio il 15/11 successivo, contabilizzando comunque l’Iva con riferimento al mese di ottobre.
Al riguardo, l’agenzia richiama preliminarmente le disposizioni dell’art. 21 del dpr n. 633/72, come modificate dal dl n. 119/2018 e dal dl n. 34/2019, secondo cui la fattura deve essere emessa entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione (c.d. fattura immediata), ovvero entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni (c.d. fattura differita), fermo in ogni caso l’obbligo di liquidare l’imposta con riferimento al momento di effettuazione dell’operazione. A tale proposito, per le prestazioni di servizi, la regola generale individua come momento di effettuazione dell’operazione quello in cui viene pagato il corrispettivo, indipendentemente dalla circostanza che la prestazione sia o meno stata resa o ultimata; se però viene emessa fattura prima del pagamento, la prestazione si considera effettuata alla data della fattura. Ciò premesso, nel caso rappresentato, la fattura riepilogativa emessa alla fi ne del mese non può definirsi «differita», poiché non si è ancora verificato il pagamento delle prestazioni, le quali si considerano pertanto effettuate soltanto per via degli effetti anticipatori ricollegati alla fatturazione. La fattura in esame, di conseguenza, deve essere trasmessa al Sdi entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione, che coincide con la data riportata nella fattura. Quanto alle conseguenze della tardiva trasmissione della fattura al Sdi, si tratta di una violazione che, non avendo inciso sulla corretta liquidazione del tributo, contabilizzato comunque nel mese di effettuazione dell’operazione, è punibile con la sanzione da 250 a 2.000 euro, riducibile con il ravvedimento operoso, come osservato da ItaliaOggi del 12/12/2019. L’agenzia esclude invece che la violazione possa considerarsi «meramente formale» e, quindi, non punibile ai sensi dell’art. 10 della l. n. 212/2000 e dell’art. 5-bis del d.lgs n. 472/97.

da Italia Oggi