Lunedì, 28 Settembre 2015 08:18

Lavorazione UE

Con decorrenza 18/08/2015 l'UE ha rivisto la disciplina IVA in materia di lavorazioni UE.

A decorrere dal 18/08/2015 la Legge Europea 2014 ha adeguato al regime comunitario la disciplina IVA delle lavorazioni intra-UE. In particolare, risulta ora:
- assimilata ad una "operazione intra-UE" l'introduzione dei beni da lavorare laddove essi siano "restituiti" al committente tramite trasporto/spedizione in altro Paese rispetto a quello di provenienza
- restando la lavorazione territoriale nel paese dove è avvenuta.
A titolo di esempio, in relazione ad una lavorazione tra un'impresa italiana ed una tedesca:
- non costituisce "cessione intra-UE": il trasferimento in Germania dei beni solo se essi vengano successivamente trasportati/spediti in Italia. Ove l'impresa italiana ne ordini l'invio in Francia/USA, si trova ad effettuare un'operazione "assimilata" ad una cessione intraUE in Germania, dovendo così:
- aprire una P.Iva in Germania cui la P.Iva italiana fattura in non imponibilità art. 41 DL 331/93; reverse charge in Germania con la nuova P.Iva; Intra1-bis da Italia a Germania ed Intrastat tedesco
- non mutano gli adempimenti della lavorazione: esclusa Iva in Italia art. 7-ter Dpr 633/72 (e soggetta a reverse charge dall'impresa tedesca, non dalla nuova P.Iva tedesca) ed Intra1-quater
- non costituisce "acquisto intra-UE": l'introduzione in Italia dei beni solo se essi vengano restituiti in Germania al committente tedesco; in caso contrario (es: il tedesco ordina l'invio in Francia o negli USA) il committente tedesco deve aprire partita Iva in Italia per regolarizzare un acquisto intra-UE.