Venerdì, 12 Dicembre 2014 15:10

Redditometro, imputazione delle autovetture strumentali

La Commissione Tributaria Regionale di Milano ha stabilito, con la sentenza n. 3458/2014, che le autovetture utilizzate nell'ambito dell'esercizio dell'impresa, dell'arte o della professione non valgono ai fini del redditometro.

In tale sede, è stato, inoltre, affermato che l'eventuale misura forfettaria delle percentuali di deducibilità (art. 164 del D.P.R. n. 917/1986) non ha nulla a che vedere con il redditometro stesso, e non può essere applicata per definire una presunzione di capacità contributiva. All'interno del "nuovo" redditometro, è altresì previsto che, qualora l'uso imprenditoriale sia parziale, "l'imputazione redditometrica" della spesa va ridotta in misura proporzionale: conseguentemente, è considerare rilevante solo la percentuale di spesa indeducibile, ai fini delle imposte sui redditi, non è un criterio legittimo.

In passato, la giurisprudenza aveva più volte affermato l'irrilevanza, con riguardo all'accertamento sintetico, delle autovetture strumentali all'impresa o alla professione, ma non aveva mai esaminato nello specifico la questione delle percentuali di deducibilità. Nel caso di spese, in seguito ad un ricorso presentato da un contribuente, esercente l'attività di consulente amministrativo-gestionale e pianificazione aziendale, il quale riteneva ingiusta l'inclusione dell'autovettura utilizzata come bene strumentale per l'attività di lavoro autonomo nel calcolo del reddito sintetico globale, l'Agenzia delle Entrate si era costituita sostenendo che l'autovettura era stata utilizzata dal consulente in maniera promiscua e, pertanto, doveva concorrere alla determinazione del reddito sintetico per il 60%: la Commissione Tributaria Provinciale di Varese accoglieva il ricorso, a spese compensate.

Avverso tale sentenza proponeva ricorso a sua volta l'Ufficio, evidenziando l'uso promiscuo dell'autovettura, e qualificandola come bene indice di capacità contributiva della contribuente: la competente Commissione Tributaria Regionale di Milano ha, tuttavia, emesso una nuova sentenza a favore del contribuente, in base al principio secondo cui le autovetture utilizzate nell'ambito dell'esercizio dell'impresa, dell'arte o della professione non valgono ai fini del redditometro. I beni strumentali non possono, infatti, rappresentare elementi di capacità contributiva ai fini del redditometro, avendo rilevanza solo ed esclusivamente nella determinazione del reddito di lavoro autonomo.

Gli Uffici sono, invece, soliti considerare rilevante ai fini del redditometro l'auto personale nei limiti in cui la deduzione dal reddito d'impresa o professionale non é ammessa. La sentenza n. 3458/2014 ha, pertanto, chiarito ogni dubbio in proposito, affermando che "la misura forfettaria disposta dall'art. 164 del Tuir non ha nulla a che vedere con la disciplina del redditometro e non può essere applicata ai fini di sostenere una presunzione di capacità contributiva, atteso che non rispecchia in alcun modo il reale utilizzo del veicolo".

In tale sede, è stato, infine, affrontato un altro importante aspetto, rappresentato dalla mancata annotazione del bene nel registro dei beni ammortizzabili: tale circostanza non muta i termini della questione, tenuto conto che il mezzo é stato acquistato prima dell'inizio dell'attività professionale e, correttamente, la contribuente non ha dedotto le quote di ammortamento, ma solo i costi del relativo utilizzo. La giurisprudenza già in passato diverse volte aveva affermato l'irrilevanza, delle autovetture strumentali all'impresa o alla professione, ai fini dell'accertamento sintetico, ma mai si era soffermata nello specifico sulla questione delle percentuali di deducibilità del D.P.R. n. 917/1986.