Giovedì, 20 Novembre 2014 00:00

Semplificazioni per Vies e Intrastat

Il Decreto Semplificazioni modifica la disciplina di alcuni adempimenti comunitari, prevedendo l’immediata inclusione nell’archivio Vies e la riduzione del contenuto informativo degli elenchi Intrastat relativi ai servizi.

La prima importante novità è rappresentata dalla sostituzione del co. 7-bis dell’art. 35 del D.P.R. 633/1972, stabilendo che l’opzione di cui al precedente co. 2, lett. e-bis), riguardante l’intenzione di effettuare operazioni intracomunitarie, determina l’immediata inclusione nella banca dati dei soggetti passivi che effettuano operazioni intracomunitarie. Ciò comporta, pertanto, la soppressione della previgente formulazione della norma, che riconosceva all’Agenzia delle Entrate – entro 30 giorni dalla data di attribuzione della partita Iva – la facoltà di emanare un provvedimento di diniego avverso l’inclusione nell’archivio Vies. Conseguentemente, è contemplata anche l’abrogazione del co. 7-ter dell’art 35 del D.P.R. 633/1972, secondo cui con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sono definite le modalità di diniego o revoca dell’autorizzazione di cui al co. 7-bis. Analogamente, è disposta l’abrogazione del successivo co. 15-quater, in base al quale con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sono stabiliti i criteri e le modalità di inclusione delle partite Iva nella banca dati dei soggetti passivi che effettuano operazioni intracomunitarie.

È, inoltre, prevista la presunzione che il soggetto passivo non intende più effettuare operazioni intracomunitarie, qualora non abbia presentato alcun elenco riepilogativo per 4 trimestri consecutivi, successivi alla data di inclusione nella banca dati. A tale fine, l’Agenzia delle Entrate procede all’esclusione della partita Iva dal Vies, previo invio di apposita comunicazione al soggetto passivo.

Rimane, peraltro, salvo quanto disposto dal successivo co. 15-bis dell’art. 35 del D.P.R. 633/1972 – anch’esso oggetto di modifica da parte del D.Lgs. “Semplificazioni” – secondo cui, in caso di dati di identificazione Iva incompleti o inesatti, l’Agenzia delle Entrate emana un provvedimento di cessazione della partita Iva, e provvede all’esclusione della stessa dal Vies. L’art. 35, co. 15-bis, D.P.R. 633/1972, nella versione modificata prevista dal D.Lgs. “Semplificazioni”, stabilisce che con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sono definiti le modalità operative per l’inclusione delle partite Iva nella banca dati dei soggetti passivi che effettuano operazioni intracomunitarie, i criteri e le modalità di cessazione della partita Iva e dell’esclusione della stessa dal Vies.

Per quanto riguarda, invece, l’adempimento Intrastat, è previsto che con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, da emanare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della disposizione (art. 50, co. 6-ter, D.L. 331/1993), saranno apportate le modifiche al contenuto degli elenchi riepilogativi relativi alle prestazioni di servizi diverse da quelle di cui agli artt. 7-quater e 7-quinquies del D.P.R. 633/1972, rese nei confronti di soggetti passivi stabiliti in un altro Stato dell’Unione Europea e quelle da questi ultimi ricevute, al fine di circoscrivere le informazioni obbligatorie alle sole notizie concernenti i numeri di identificazione Iva delle controparti, il valore totale delle relative prestazioni, il codice identificativo del loro tipo e il Paese di pagamento. Non dovranno, pertanto, più essere indicate le seguenti informazioni: il numero e la data delle fatture, le modalità di erogazione del servizio e di incasso del corrispettivo.

Non è, invece, prevista la modifica della normativa di riferimento, rappresentata dall’art. 50, co. 6, del D.P.R. 633/1972, secondo cui i contribuenti presentano in via telematica all’Agenzia delle Dogane gli elenchi riepilogativi delle cessioni e degli acquisti intracomunitari, nonché delle prestazioni diverse da quelle di cui agli artt. 7-quater e 7-quinquies del D.P.R. 633/1972, rese nei confronti di soggetti passivi stabiliti in un altro Stato della Comunità, e quelle da questi ultimi ricevute. Sul punto, si ricorda, peraltro, che la predetta disciplina degli elenchi riepilogativi era stata modificata, con effetto a partire dal 1° gennaio 2015, dall’art. 50-bis, co. 4, del D.L. n. 69/2013, nel senso di prevedere che le prestazioni di servizi ricevuti non devono più essere segnalate negli elenchi riepilogativi. Conseguentemente, si dovrebbe ritenere che la riduzione del contenuto informativo, prevista dal Decreto “Semplificazioni”, finisca per interessare esclusivamente le prestazioni generiche di servizi rese a soggetti passivi stabiliti in altri Stati comunitari: l’estensione dell’adempimento ai servizi ricevuti è, infatti, in contrasto con l’art. 268 della Direttiva n. 2006/112/CE, secondo cui al singolo Paese membro è concessa, in via di deroga, la facoltà di imporre gli elenchi riepilogativi per i beni oggetto di acquisto intracomunitario, e non anche per i servizi ricevuti.

È, infine, prevista l’abolizione delle sanzioni di cui all’art. 11 del D.Lgs. n. 322/1989, per l’omessa o inesatta comunicazione dei dati statistici richiesti nei modelli Intrastat: a questo proposito, si ricorda che le predette informazioni devono essere fornite dai contribuenti con periodicità mensile di trasmissione dei modelli, e che sinora un’eventuale omissione o inesattezza nell’indicazione di tali dati ha comportato l’applicazione di una sanzione minima di euro 207 per le violazioni commesse dalle persone fisiche, e di euro 516 per le società ed enti. Restano soggette alle sanzioni le sole imprese incluse in uno specifico elenco pubblicato periodicamente dall’Istat, soggette alle rilevazioni previste dal Programma statistico nazionale, per le quali la mancata fornitura dei dati configura violazione dell’obbligo di risposta, in base agli artt. 7 e 11 del D.Lgs. n. 322/1989: la nuova disposizione prevede che, in tal caso, le sanzioni si applicano una sola volta per ogni modello Intrastat mensile inesatto o incompleto, a prescindere dal numero di transazioni mancanti, o errate nel modello stesso.