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Venerdì, 14 Maggio 2021 09:06

Malattia da Covid-19: come devono comportarsi datore di lavoro e lavoratore

Il Ministero della Salute ha provveduto a chiarire le procedure a cui attenersi per il rientro al lavoro dei lavoratori che hanno contratto il Covid-19.
Con il presente contributo si intende fornire una piccola guida semplice e chiara ai datori di lavoro e agli stessi dipendenti per l'applicazione pratica della normativa.

 

Come detto in precedenza il Ministero della Salute ha delineato le regole per il rientro dei lavoratori affetti da malattia COVID-19 a cui devono attenersi i datori di lavoro e che, in buona sostanza, sono le seguenti:

1) Lavoratori positivi ricoverati in terapia intensiva
Fatta salva la presentazione al datore di lavoro di un “test comprovante lo stato di negatività” per tali lavoratori, ai fini del reinserimento al lavoro, necessita una valutazione da parte del medico competente che attraverso una “visita preventiva” deve verificare l’idoneità alla mansione.

 

2) Lavoratori positivi con polmonite COVID-19 grave
Anche in tale caso rimane in essere la regola generale che prevede la presentazione al datore di lavoro di un test comprovante lo stato di negatività del soggetto.
Per tali lavoratori il medico competente, in funzione di possibili ridotte capacità respiratorie del soggetto, potrebbe evidenziare la necessità di sottoporre il lavoratore a cicli di “fisioterapia respiratoria”.


3) Lavoratori positivi sintomatici
Tali soggetti possono rientrare al lavoro dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi dietro presentazione di un “test molecolare negativo “eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (la durata dell'assenza è pertanto di 10 giorni di cui almeno 3 giorni senza sintomi).


4) Lavoratori positivi asintomatici
Possono rientrare al lavoro dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni con presentazione del test molecolare negativo (durata assenza 10 giorni).

Nota: nel caso di specie se nel nucleo familiare del lavoratore ormai negativo vi sono soggetti conviventi positivi il lavoratore guarito non ha obbligo di quarantena ma può rientrare in servizio.


5) Lavoratori positivi per lungo termine
In assenza di sintomi COVID-19 da almeno una settimana i soggetti che presentano ancora un test positivo possono interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi ma occorre ribadire che, per essere ammessi al lavoro, necessita la presentazione di un test molecolare o antigenico negativo effettuato in struttura accreditata o autorizzata dal servizio sanitario nazionale (il lavoratore può inviare il referto al datore di lavoro anche via mail ovvero per il tramite del medico competente).

Nota: se il lavoratore in questione non può ricorrere al “lavoro agile” il periodo utile per la negativizzazione sarà coperto da certificazione medica di malattia rilasciata dal medico curante.


6) Lavoratore asintomatico in contatto stretto con soggetto positivo
Il lavoratore deve informare il proprio medico curante che rilascia certificazione medica di malattia fatto salvo che possa essere adibito al lavoro in modalità agile.

Nota: per essere ammesso al lavoro il soggetto necessita di una quarentana di 10 giorni dall'ultimo contatto con il soggetto positivo unitamente all'effettuazione di un tampone molecolare o antigenico il cui referto di “negatività” è trasmesso lavoratore che provvederà ad informare il datore di lavoro anche per il tramite del medico competente.

 

Fonte: Ministero della Salute Circolare n. 15127 del 12 Aprile 2021

 
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