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Giovedì, 29 Aprile 2021 08:43

Ravvedimento operoso su errata applicazione del reverse charge

Con la risposta a interpello n. 301 del 28/04/2021, l'Agenzia delle Entrate ha ribadito che in caso di erronea fatturazione senza IVA (ritenendo per errore sussistente il regime del reverse charge), il ravvedimento operoso si perfeziona con il versamento della sola sanzione (calcolata su quella minima edittale, pari a €. 250) senza, quindi, la necessità di regolarizzare materialmente l’operazione emettendo le apposite note di variazione.

 

Ravvedimento operoso dell’errata applicazione del meccanismo del reverse charge IVA: si applica la sanzione compresa tra 250 euro e 10.000 euro, la quale è dovuta in base a ciascuna liquidazione (mensile o trimestrale) e con riferimento a ciascun committente.

Tali somme sono, quindi, ridotte in funzione della disciplina del ravvedimento operoso.

In via solidale ne rispondono anche le società acquirenti che, comunque, conservano il diritto alla detrazione dell'imposta erroneamente assolta mediante reverse charge.

Nel caso prospettato all’Agenzia delle entrate, con l’istanza d’interpello posta da una società di diritto lussemburghese, identificata in Italia ai sensi dell'art. 35-ter del Dpr 633/72, cui è seguita la risposta n. 301 del 28 aprile 2021, eccettuata l’ipotesi di frode, nel presupposto che l’istante sia caduto in errore a causa di imprecise informazioni fornite dai propri clienti non residenti, con i quali aveva operato negli anni precedenti al 2016 attraverso le loro stabili organizzazioni in Italia e l'IVA sia stata effettivamente assolta mediante applicazione del reverse charge, la situazione sembra riconducibile alla violazione cui si applica la sanzione di cui all'art. 6, comma 9-bis.2 del Dlgs n. 471 del 1997.

Ne deriva che l'erroneo comportamento tenuto dal cedente (fatturazione mediante la partita IVA lussemburghese in regime di non imponibilità) e dei cessionari (assolvimento dell'imposta mediante il reverse charge) resta cristallizzato, dovendosi applicare la sola sanzione amministrativa compresa fra 250 euro e 10.000 euro.

Peraltro: «la sanzione compresa tra 250 euro e 10.000 euro è dovuta [dall'istante] in base a ciascuna liquidazione (mensile o trimestrale) e con riferimento a ciascun committente».

Della sanzione, definibile mediante l'istituto del ravvedimento operoso, rispondono in via solidale anche le società acquirenti che, comunque, conservano il diritto alla detrazione dell'imposta erroneamente assolta mediante reverse charge.

 

 
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